Cari Lettori,
Prende dunque formalmente avvio il pacchetto di misure a favore della libertà di impresa. La prima fase è affidata al disegno di legge ordinario. Il timing prevede che la «segnalazione di inizio attività» sia affiancata dalla nuova disciplina dello sportello unico. La seconda fase è consegnata alle nuove norme costituzionali Il pacchetto di norme dovrebbe prevedere: controlli solamente ex post; autocertificazione e segnalazione di inizio attività estese "a tutte le ipotesi" in cui si possano applicare; "restrizioni del diritto di iniziativa economica limitate allo stretto necessario".Fatti salvi i casi regolati da legge penale. In pratica la nuova Costituzione si baserà sul principio della buona fede dell'imprenditore. Le novità interesseranno anche la materia urbanistica, laddove è richiesto che gli enti locali dovranno adeguare le proprie normative in materia di restrizioni dei diritti di iniziativa economica allo stretto necessario per salvaguardare altri valori costituzionali.
Ecco in sintesi come cambierà la Carta.
Per aprire un'impresa arriva la «responsabilità personale». Lo prevede il primo comma del ddl. Gli interventi regolatori di Stato, regioni, enti locali che riguardano le attività economiche arriveranno solo ex post, cioè dopo che l'impresa è già stata avviata
L'articolo 41 della Costituzione verrà così integrato: «La Repubblica promuove il valore della responsabilità personale in materia di attività economica non finanziaria. Gli interventi regolatori dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali che riguardano le attività economiche e sociali si informano al controllo ex post».
All'articolo 118 viene invece aggiunto: «Stato, Regioni ed Enti locali riconoscono l'Istituto della segnalazione di inizio attività e quello della auto certificazione, lo estendono necessariamente a tutte le ipotesi in cui è ragionevolmente applicabile, con esclusione degli ambiti normativi ove le leggi prevedono fattispecie di delitto o che derivano direttamente dalla attuazione delle normative comunitarie o internazionali».
Per la materia urbanistica il ddl prevede che Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge «provvedono anche ad adeguare le proprie normative in modo che le restrizioni del diritto di iniziativa economica siano limitate allo stretto necessario per salvaguardare altri valori istituzionali».
Stato, regioni, Province e Comuni, entro 3 mesi dall'entrata in vigore pubblicheranno degli elenchi di «casi» di imprese che rientrano in questa possibilità. In caso di mancata pubblicazione sarà fatta salva «la buona fede di chi ha intrapreso un'attività economica e sociale».
In molti criticano questo approccio 'costituzionale' al problema oggettivo del peso burocratico sulle imprese, piaga che ci spinge al 78esimo posto tra i Paesi in cui è conveniente investire e fare impresa. Diversi studiosi hanno giudicato fuorviante e inutile il tentativo di modificare il dettato della Carta, laddove sarebbe invece necessario snellire procedure e regolamenti. Si è anche detto che la Costituzione già garantisce espressamente la libertà d'impresa e non necessita di ritocchi o integrazioni sotto questo aspetto. Tuttavia, l’apprezzamento delle misure adottate dall’esecutivo da parte dei più importanti organismi monetari internazionali e dalla stessa Unione europea, è il sintomo che si sta procedendo nella giusta direzione…
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